2025 il mercato auto Italiano: meno volume, più strategia
Perché il 2025 non è stato un anno di crisi, ma di redistribuzione del potere competitivo.
Il mercato auto Italiano chiude il 2025 in lieve contrazione (-2,1%) con un totale di 1.525.722 immatricolazioni. Dicembre positivo ma non risolutivo. Ma leggere questo dato come una crisi è un errore. Il 2025 è stato l’anno in cui il mercato ha smesso di crescere ed ha iniziato a scegliere.
Brand Value-oriented → crescono
Gamma semplice, prezzo chiaro → vincono
Cina → non più test, ma realtà
MG (logica value-for-money + spinta BEV/ICE low cost) e BYD (piccoli numeri ma segnale forte e strategico) non crescono “per caso”: crescono perchè parlano una lingua che oggi il mercato capisce. Il segmento premium è sotto esame: AUDI -1,5% e MERCEDES -3,2% (perdita contenuta ma significativa in un contesto premium competitivo) in poche parole non basta più il marchio, il valore non è più nel badge ma nell’esperienza e nella consulenza. Da sottolineare il +35% di CUPRA(Brand giovane ma con un posizionamento chiaro e soprattutto una rete efficiente | gruppo VW) ed il +39,2% di TESLA(nonostante le volatilità mensili, chiude il 2025 in crescita).
Il 2025 non è stato un anno da archiviare, ma da studiare. Perché chi non ha capito cosa è successo quest’anno, farà fatica a competere domani.
Drive Frame nasce per questo: leggere il mercato prima che lo facciano i numeri. Nel 2026 identifichiamo 3 possibili scenari:
Scenario pessimistico: mercato ancora debole → 0% / -1%.
Scenario base: leggera normalizzazione, ma senza boom → crescita intorno a +3%.
Scenario ottimistico: incentivi stabili, miglior fiducia, maggiore disponibilità prodotto → crescita intorno a +6%.
Veicoli commerciali e truck nel 2025
Volumi, complessità e nuove priorità nel mercato business
Il 2025 ha confermato una dinamica diversa rispetto al mercato delle vetture: nel segmento dei veicoli commerciali e nel mondo dei truck la domanda non è il tema centrale. Il nodo centrale è diventata la complessità.
Configurazioni, disponibilità, tempi di consegna e post-vendita incidono oggi, molto più del semplice volume. In molti casi il mercato c’è ma non è immediatamente trasformabile in risultati. Esiste un divario netto tra key account e clienti retail; per la prima categoria, le case madri si rendono disponibili ad erogare scontistiche che la seconda categoria, quella che si “vede” sempre più di rado in showroom, fa molta fatica ad ottenere, ad eccezione dei periodi dell’anno in cui (a causa delle scarse performance) i dealer erogano, erodendo i propri margini e diminuendo la retention con il cliente stesso.
Dal Volume alla Gestione del Processo. A differenza del canale auto, il cliente dei van si muove con logiche più razionale ed anche più esigenti. Il prezzo resta importante, ma viene rapidamente superato da altri fattori: chiarezza dell’offerta, affidabilità dei tempi, capacità di gestione del post-vendita (e qui si gioca la vera partita per i middle e key account che preferiscono chi è specializzato sulla gestione dei truck) e continuità del rapporto.
Nel 2025, c’è una crescente distanza tra chi vende il veicolo e chi gestisce i processi interni. Questo scarto influisce sui margini e sulla fidelizzazione. Le marginalità sono sotto pressione a causa dell’aumento dei costi, della competizione sui prezzi e dell’attenzione dei clienti al TCO (costo totale di possesso), riducendo le possibilità di manovra. In questo scenario, non c’è spazio per l’improvvisazione; una gestione reattiva è inefficace e avere una struttura ben definita diventa un vantaggio competitivo per chi ha investito in processi chiari e strumenti di controllo utili per affrontare le sfide del mercato.
Fiat Ducato → si conferma il più venduto in Italia
Ford Transit Custom → volumi significativi e una forte base installata (molto diffuso in Europa)
Iveco Daily → terzo posto nei dati del 2025 ma ha una forte presenza nell’heavy-duty grazie alla sua robustezza ed alle capacità di carico.
Nei prossimi articoli sposteremo l’attenzione sul post-vendita, un ambito spesso sottovalutato ma sempre più centrale nel definire il successo delle organizzazioni nel nuovo anno.
Automotive Consumer Survey
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